MONTI
RUFFI
Fino a qualche anno fa non ero mai stato sui Monti Ruffi e non sapevo neanche dell’esistenza di un paese ai confini della provincia di Roma, arroccato su questi monti e dal nome mitologico di Saracinesco, il qualche ci racconta di tempi passati in cui popoli orientali si spinsero fino a queste latitudini.
In questi anni, questi luoghi mi sono diventati familiari e vagando per i sentieri dei Monti Ruffi mi sono reso conto che la Valle del Giovenzano li separa dai monti Prenestini e la Valle dell’Aniene li separa dai Monti Simbruini.
Fotografare il paesaggio su questa catena montuosa è molto difficile. Essa è ricoperta da fitti boschi e non ci sono cime dove posizionarsi per fotografare il territorio circostante. Infatti, le due vette principali sono il Montecostasole che arriva a 1253 metri di altitudine e il Monte Macchia (1135 m s.l.m.) e sono totalmente boscate. Oltre i lembi di boschi di carpini, roverelle e aceri spesso mi sono ritrovato a camminare in fitti boschi di Pinus nigra frutto di rimboschimenti effettuati dal secondo dopo guerra e oggi purtroppo quasi in totale abbandono.
L’importanza di questi territorio si trova proprio nella loro posizione geografica, infatti fanno da cerniera tra Roma e i territori appenninici questo ruolo è stato di fondamentale importanza nel passato e lo dovrà essere anche nel futuro.

