L'inverno sui monti prenestini

È febbraio inoltrato, sto salendo sui Monti Prenestini, la solita strada piena di curve che da Castel San Pietro Romano passa per Capranica Prenestina, poi Monte Guadagnolo, da lì ci si può affacciare sulla valle del Giovenzano e guardare i Monti Ruffi.

Le "rodanate"

Nella notte è arrivata un po’ di neve. Sia chiaro, solo una spruzzata, neve di “Sfondamento”, proveniente da un perturbazione artica passata per il mar Adriatico e abbattutasi sull’Appenino Centrale. Sui Prenestini ci sono arrivate solo le briciole, o meglio, qualche fiocco. Chi frequenta i monti che si affacciano sulla costa laziale e va in “cerca di neve” sa bene che per sperare in nevicate abbondanti deve entrare l’aria fredda dalla Valle del Rodano, che dovrà attraversare mezza costa tirrenica e poi scaricarsi sulle montagne della provincia di Roma.

Fenologia vegetale

Nella stagione invernale, le roverelle, i carpini, i faggi e molte altre specie di alberi e arbusti sono privi di foglie, ma in questi giorni si stanno preparando all’inizio della primavera. Infatti, se si osservano le gemme fogliari, si può osservare che sono sempre più gonfie perché sono quasi pronte ad emettere le primi foglie. La materia che studia l’andamento annuale delle crescita fogliare degli alberi, si chiama “fenologia vegetale”. Essa è molto importante per aiutarci a capire quali saranno gli effetti, sulle specie vegetali, dei cambiamenti climatici che  stanno causando inverni sempre più caldi e primavere sempre fredde.

Monte Calo

Ma ritorniamo su Monti Prenestini, passando lungo la strada che va da Capranica Prenestina  a Monte Guadagnolo si incontra Monte Calo. In questa stagione è illuminato da una  luce dorata invernale, quasi orizzontale al suolo, proveniente  dalla costa tirrenica. Sulla sua cresta si trova un bosco, frutto di rimboschimento a Pinus Nigra che vi farò conoscere nei prossimi foto-racconti.

Monte cerella

Arrivato nei pressi di monte Guadagnolo, si scorge il Monte Cerella, imbiancato da una spolveratina di neve, lascio la macchina e con una breve passeggiata  raggiungo la cima del Monte Cerella dove  incontro numerosi cespugli di rosa canina carichi di bacche rosse, cibo essenziale per l’inverno per uccelli e volpi.

La faggeta

Qui mi immergo nella faggeta, credo che questa  sia la faggeta più vicina alla capitale. Mentre faccio questa  riflessione mi rendo conto di  come su Monti Prenestini e in generale nel territorio del GAL, in pochi chilometri si passi dalla macchia di lecci alle roverelle e carpini fino ad arrivare  alla faggeta, tutto intervallato da grandi estensioni di prateria arida e rimboschimenti. Insomma, una grande complessità vegetale che vi racconterò nei prossimi foto-racconti.

L'inverno sui Monti Prenestini

location

Capranica Prenestina

Gal Terre di Pregio
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